09/01/2018 - 04/02/2018 Clicca qui per vedere l‘Asta n° 71 Domenica 4 Febbraio ore 17.30 presso la Galleria Arte Capital di Brescia. Catalogo disponibile su richiesta - info@artemoderna.com DIRITTI D‘ASTA 22% Tel.+39 030 375 2682 Fax+39 030 42701-+393385689569
 

BALLA GIACOMO
 
ARTISTA OPERE MOSTRE IN ASTA
 

Giacomo Balla (Torino, 1871 - Roma, 1958). Già da adolescente Balla aveva dimostrato una predilezione per l‘arte, avvicinandosi allo studio del violino, passione che avrebbe poi abbandonato per accostarsi alla pittura e al disegno; nel frattempo il padre gli trasmise la passione per la fotografia, iniziandolo ad una tecnica fondamentale per la sua formazione. Dopo gli studi superiori, Giacomo decise di frequentare l‘Accademia Albertina di Belle Arti, dove studia prospettiva, anatomia e composizione geometrica. lasciata l‘accademia viene assunto nel 1891 da un fotografo pittore, il cui studio è uno dei più rinomati d‘italia, frequentato dall‘aristocrazia e dall‘alta borghesia torinese e anche da personaggi quali Edmondo De Amicis e Pellizza Da Volpedo. Nel 1895 Balla lasciò Torino per stabilirsi a Roma. Nella capitale egli fu un avanguardista della nuova tecnica divisionista, trovando subito un buon seguito di allievi. Nel 1897 si fidanzò con Elisa Marcucci, sorella di Alessandro, amico di Duilio Cambellotti. Il 2 settembre del 1900 si recò a Parigi, dove rimase fino al marzo 1901 ospite dell‘illustratore Serafino Macchiati. Nel 1903, tornato a Roma, conobbe alla Scuola libera del nudo Umberto Boccioni, Gino Severini e Mario Sironi. Nacque così un legame tra Balla e Boccioni che li condusse verso strade diverse di ricerca sulla via futurista. Nei primi anni romani Balla si interessò a soggetti imbevuti di socialismo umanitario con quadri come: Il mendicante (1902), Fallimento (1902), La giornata dell‘operaio (1904) ecc. Ne è testimonianza l‘amicizia con Giovanni Cena, assertore di un socialismo umanitario. Nel 1903 cominciò ad esporre alla Biennale di Venezia; l‘anno successivo (1904) sposò Elisa Marcucci da cui ha due figlie Luce ed Elica. Quando nel 1909 Filippo Tommaso Marinetti pubblicò il primo Manifesto futurista, Balla, Boccioni, Carrà e Russolo si presentarono dinnanzi all‘autore per unirsi al movimento. Nel 1910 uscì il Manifesto tecnico della pittura futurista con cui l‘adesione era dichiarata. Fu questo un passo fondamentale per portare avanti quell‘esigenza di svecchiamento della cultura italiana, nonché per il mutamento pittorico di Balla. Da questa ricerca nacquero le Compenetrazioni iridescenti del 1912 ma anche il famoso Dinamismo di un cane a guinzaglio, che comunicava l‘esigenza di un taglio netto col passato verso forme dinamiche di comunicazione, senza trascurare tocchi di astrazione. Nel 1909 espose al Salon d‘Automne di Parigi sette dipinti, tra cui i quattro elementi del Polittico dei viventi. L‘11 aprile 1910 assieme a Boccioni, Carrà, Russolo e Severini firmò Il manifesto tecnico della pittura futurista con cui dichiarava apertamente la propria adesione al movimento. Dipinse poi Villa Borghese, e "lampada ad arco"che segnò il passaggio definitivo dal divisionismo al futurismo, che però sarebbe stato rifiutato dai compagni per una mostra di Parigi del 1912. La sua adesione al futurismo fu tale da iniziarsi a firmare "FuturBalla". Negli anni della guerra mondiale Balla perseguì l‘idea di un‘arte totale definita arte e azione futurista. E specie dopo la morte di Boccioni nel 1916 a cui dedicò "il pugno di boccioni" egli fu il protagonista indiscusso del movimento. Le sue idee sono esposte in queste parole: «Noi futuristi, Balla e Depero, vogliamo realizzare questa fusione totale per ricostruire l‘universo rallegrandolo, cioè ricreandolo integralmente.» Progettò infatti le scene per Feu d‘artifice di Igor Stravinsky nel 1917, balletto che andò in scena al Teatro Costanzi di Roma. Creò anche arredi, mobili, suppellettili e partecipò anche alle sequenze del film Vita futurista (1916) presenziando assieme a Marinetti alle riprese. nel 1914 uscì oltretutto "il manifesto dell‘abito anti neutrale" creato poi nel 1915. Balla dichiarò di voler sostituire il vecchio, cupo e soffocante abbigliamento maschile con uno più dinamico e colorato, asimmetrico e colorato, che rompesse con la tradizione e si adeguasse al concetto futrista di modernità e progresso, non solo, doveva far riferimento alla guerra e rendere l‘uomo più aggressivo e bellicoso. l‘accostamento dei colori erano poi studiati per produrre un vivace effetto di simultaneità, che meglio si armonizzava con lo spazio urbano moderno. Nell‘ottobre del 1918 pubblicò il "Manifesto del colore", dove analizzò il ruolo del colore nella pittura d‘avanguardia. Nell‘ambito della sua adesione al futurismo, che Balla portò avanti senza sosta, si ricorda che nel 1926 egli scolpì una statuetta con la scritta alla base "Sono venuto a dare un governo all‘Italia". L‘opera fu consegnata direttamente a Mussolini, il quale gradì. Negli anni ‘30 Balla era divenuto l‘artista del fascismo per eccellenza, aprezzatissimo dalla critica. Nel 1933 realizzò Marcia su Roma (verso di Velocità astratta), sembra che l‘opera sia stata commissionata da Mussolini stesso. Nel 1937 però Balla scrisse una lettera al giornale "Perseo" con la quale si dichiarava estraneo alle attività futuriste. Da quel momento Balla fu accantonato dalla cultura ufficiale, sino alla rivalutazione nel dopoguerra delle sue opere e di quelle futuriste in genere. Giacomo Balla morì a Roma l‘1 marzo del 1958 all‘età di 87 anni. Citazioni [modifica] « Fu Giacomo Balla, divenuto nostro maestro, che ci iniziò alla tecnica moderna del divisionismo senza tuttavia insegnarcene le regole fondamentali e scientifiche. Balla era un uomo di assoluta serietà, profondo, riflessivo e pittore nel più ampio senso della parola. [...] Fu una grande fortuna per noi di incontrare un tale uomo, la cui decisione decise forse di tutta la nostra carriera. L‘atmosfera della pittura italiana era a quel momento la più fangosa e deleteria che si potesse immaginare; in un simile ambiente anche Raffaello sarebbe arrivato appena al quadro di genere! » (G. Severini, Tutta la vita di un pittore, 1946) « Balla che sul tema del dinamismo meditava già da alcuni anni (il famoso Cane al guinzaglio è del 1912), va al di là di Boccioni: prescinde quasi totalmente dall‘immagine visiva per dare l‘immagine psicologica del moto.La sua ricerca è prevalentemente linguistica: mira a stabilire un codice di segni significanti velocità, dinamismo ecc. Sono concetti che interessano intensamente l‘uomo moderno: concetti che vogliono essere espressi visivamente perché la percezione è più rapida della parola, e che non possono essere espressi tramite segni che implichino riferimenti alla natura, perché debbono esprimere qualcosa di naturale, di realizzato mediante congegni meccanici. » (G. C. Argan, L‘arte moderna, 1970) « La "solidificazione dell‘Impressionismo" costituisce la base di sviluppo della pittura di Balla futurista: cioè il passaggio dalla suddivisione del pigmento colorato del divisionismo alla costruzione geometrica astratta - a sé stante - delle compenetrazioni iridescenti: n°1, 2, 3 (1912). Questi studi, sembrano giganteschi fotogrammi captati nello spazio da un immaginario occhio catodico. » (E. Prampolini, G. Balla, 1952) Opere [modifica] Luna Park, Parigi (1900 circa) La famiglia Carelli (1901-1902) Fallimento (1902) La fidanzata al Pincio (1902) La madre (1902 circa) Ritratto di signora all‘aperto (1903) Polittico dei viventi: il contadino (1903-1905) Polittico dei viventi: la pazza (1903-1905) La giornata dell‘operaio (lavorano, mangiano, ritornano) (1904) Lampada ad arco (1909 o 1911) Villa Borghese - Parco dei daini (1910) La mano del violinista (1912) Dinamismo di un cane al guinzaglio (1912) Ragazza che corre sul balcone (1912) Compenetrazione iridescente n. 7 (1912) Compenetrazione iridescente n. 13 (1912) Velocità d‘automobile (1912) Linee andamentali + Successioni dinamiche (1913) Movimenti rapidi: Sentieri in movimento + sequenze dinamiche (1913) Velocità astratta (1913) Velocità d‘automobile (1913) Velocità d‘automobile + luce + rumore (1913) Compenetrazione iridescente n. 4 (1913 circa) Compenetrazione iridescente radiale (1913-1914) Velocità astratta + rumore (1913-1914) Forma rumore motociclista (1913-1914) Mercurio passa davanti il Sole (1914) Bozzetto di scena per macchina tipografica (1914) Insidie di guerra (1915) Sventolamento (1915) Forme grido viva l‘Italia (1915) Bandiere all‘altare della patria (1915) Mimica sinottica: costume per la Donna Cielo (1915) Linea di velocità + forma + rumore (1915) Velo di vedova + paesaggio (Corazzata + Vedova + Vento) (1916) Bozzetto di scena per il balletto "Feu d‘artifice" di igor Stravinsky (1917) Spazzolridente (1918) Composizione futurista (1918) Linee forza di paesaggio + giardino (1918) Espansione di primavera (1918) Verso la notte (1918), olio su tela Linee spaziali + luce (1919 circa) Numeri innamorati (1920) Autostato d‘animo (1920) Scienza contro oscurantismo (1920) Pessimismo e ottimismo (1923) Bozzetto di scena per balletto futurista (1925 circa) Marcia su Roma (verso di Velocità astratta) (1931-1933) Espansione profumo (recto), Primo Carnera (verso) (1933) Musei [modifica] Elenco dei musei che espongono opere dell‘artista: Piemonte [modifica] Galleria Civica d‘Arte Moderna e Contemporanea di Torino Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli di Torino Lombardia [modifica] Civico Museo d‘Arte Contemporanea di Milano Civiche Raccolte d‘Arte di Milano Galleria d‘Arte Moderna di Milano Museo Teatrale alla Scala di Milano Trentino-Alto Adige [modifica] Museo d‘arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto Museo dell‘aeronautica Gianni Caproni Veneto [modifica] Peggy Guggenheim di Venezia Friuli Venezia Giulia [modifica] Civico Museo Revoltella e Galleria d‘Arte Moderna di Trieste Lazio [modifica] Accademia Nazionale di San Luca di Roma Galleria Nazionale d‘Arte Moderna di Roma Museo storico dell‘Aeronautica Militare di Vigna di Valle Campania [modifica] Museo e Gallerie Nazionali di Capodimonte Sardegna [modifica] Galleria Comunale d‘Arte di Cagliari

 
 
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